Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale (Sezione Terza), con sentenza n. 06301, depositata il 29.11.11, in relazione alla circostanza che La giurisprudenza ha da tempo rilevato che nell'ipotesi di successione di contratti collettivi di diverso livello (nazionale, provinciale, aziendale) l'eventuale contrasto tra le relative previsioni non segue i principi di gerarchia e di specialità, propri delle fonti legislative, ma è sorretto dalla primaria esigenza di individuazione della effettiva volontà delle parti desumibile dal coordinamento e dalla successione delle varie disposizioni; queste ultime da configurarsi come aventi pari dignità, con l’effetto che un nuovo contratto collettivo, sia esso nazionale o aziendale, può anche modificare "in pejus" la disciplina collettiva precedente di qualsiasi livello essa sia (ex plurimis, Cassazione civile , sez. lav., 6 ottobre 2000, n. 13300) ha riaffermato il principio per il quale non sussiste alcun rapporto gerarchico tra il CCNL e quello aziendale avendo entrambi natura privatistica e convenzionale (cfr. anche Cons. Stato, Sez. VI n. 1772/1998; IV n. 568/2002) e distinguendosi tra di loro solo da un punto di vista funzionale.

Le motivazioni della sentenza aiutano, a nostro parere, a concedere maggiore valenza ai contratti di prossimità di cui all'art. 8 della Legge 14 settembre 2011, n. 148, di conversione del Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138